onde d’urto

onde d'urto - Studio Delos

Onde d’urto 

Onde d’urto terapia a Napoli è possibile effettuarla presso il centro di fisioterapia Studio Delos, sito in via piave Napoli, tra i quartieri soccavo vomero  fuorigrotta. Le onde d’urto sono indicate per tutti i pazienti con mancata o ritardata consolidazione di una frattura, di una necrosi ossea o anche di dolore muscolare acuto o cronico, di un dolore tendineo, di dolore e limitazione funzionale della spalla o anche di una fascite plantare con o senza la presenza di una spina calcaneare. Scegliere la terapia onde d’urto allo Studio Delos può rappresentare la soluzione ideale e definitiva per la risoluzione delle suddette patologie. Veloce ed efficace sollievo dal dolore, la terapia  onde d’urto è l’unica soluzione non invasiva per il dolore associato al sistema muscolo scheletrico. Ogni seduta di terapia dura solo 10 minuti, ed i trattamenti necessari sono solo tre o quattro ad intervalli settimanali. La terapia onde d’urto si basa su onde acustiche che trasportano alta energia alla zona del dolore e ai tessuti fibrosi o mio-scheletrici in condizioni sub acute, sub croniche e croniche. inducendo Questa energia provoca calore, inducendo processi rigeneranti e recuperativi dei tendini e dei tessuti molli. La terapia con onde d’urto comporta quindi un effetto analgesico, e l’eliminazione del dolore.

Il trattamento con onde d’urto è stato introdotto in medicina già negli anni ’80 e utilizzato nel trattamento della calcolosi renale. Le onde d’urto venivano, e vengono, in questo caso sfruttate per le loro caratteristiche fisiche finalizzate alla frantumazione del calcolo.
Dalla sperimentazione si è passati recentemente all’utilizzo pratico di questa metodica sfruttando le potenzialità specifiche degli effetti delle onde d’urto :
• a livello del passaggio osteo-tendineo,
• a livello delle calcificazioni intramuscolari,
• a livello delle discontinuità ossee nelle patologie di mancata saldatura dei monconi ossei.

La traduzione pratica della terapia onde d’urto si è quindi rivelata di grande interesse nella patologia muscolo-scheletrica in tre specifici ambiti di intervento:
a) Terapia onde d’urto nel ripristino dei processi di riparazione ossea ove si registri un ritardo di consolidazione o una evidente pseudoartrosi; tali situazioni sono relativamente frequenti nelle fratture di tibia o di femore, nelle fratture ulnari e soprattutto a carico dello scafoide carpale.
Spesso, soprattutto nei soggetti giovani e desiderosi di tornare in attività si hanno mobilizzazioni precoci che provocano una instabilità rotatoria dei monconi e possono portare ad un ritardo della saldatura ossea. L’evoluzione in pseudoartrosi o in un ritardo di consolidamento ha più probabilità di verificarsi nel caso di traumi che hanno portato i capi ossei ad una notevole distanza tra loro, nel caso di traumi con l’interposizione di tessuti molli tra i monconi, nel caso di interventi chirurgici di osteosintesi con ampio scollamento periostale e, secondo le più recenti teorie, nell’applicazione di sintesi rigide che impediscono l’effetto piezoelettrico di stimolazione dell’osso.
b) Terapia onde d’urto nel caso di esiti fibrotici e/o calcifici delle lesioni muscolari, quali strappi e lesioni da schiacciamento o da taglio; in tutte quelle situazioni in cui si verifica un versamento ematico è facile la formazione di raccolte inframuscolari che possono organizzarsi e risolversi con un residuo cicatriziale e/o calcifico di difficile trattamento.
Tali evoluzioni patologiche possono verificarsi anche in caso di interventi chirurgici ed in particolare di re-interventi.
Possono verificarsi anche in assenza di lesioni dirette ma in associazione a patologie neurologiche e in particolare nei comi. In questi casi ad essere maggiormente colpite sono le formazioni paraarticolari dell’anca e del gomito.
c) Terapia onde d’urto nelle patologie tendinee o nelle patologie da sovraccarico, in particolare nelle tendinopatie croniche resistenti ad altre terapie, con una chiara e circoscritta localizzazione anatomo-funzionale; ad esempio nelle classiche epicondiliti (tennis elbow), nelle sofferenze del tendine d’achille, nella tendinopatia calcifica di spalla, nelle fasciti plantari associate o meno a spina calcaneale.
L’utilizzo delle onde d’urto si è quindi affermata inizialmente in ambito ortopedico, nei processi di riparazione ossea ove si registri un ritardo di consolidamento o una evidente pseudoartrosi; tali situazioni sono relativamente frequenti nelle fratture di tibia o di femore, nelle fratture ulnari e a carico dello scafoide carpale. In questi casi la presenza di mezzi di sintesi derivanti da precedenti interventi non rappresenta motivo di impedimento alla terapia con onde d’urto. Essa è solitamente eseguita attraverso un puntamento radiologico così da colpire esattamente la zona critica e richiede l’applicazione di una energia elevata; nella maggior parte dei casi un unico trattamento si rivela sufficiente.

Successivamente la terapia onde d’urto si è rivolta al trattamento delle tendinopatie croniche resistenti alle terapie tradizionali quali la fascite plantare, la tendinopatia calcifica del sovraspinoso e l’epicondilite. La terapia onde d’urto, in questo tipo di patologie, è proposta in circa cinque sedute; sono consigliati circa 5 giorni di intervallo tra le applicazioni successive; l’intensità di energia utilizzata è di livello medio. L’applicazione delle onde d’urto tende a coprire la zona interessata dalla patologia.

Per queste indicazioni è stata ottenuta anche l’approvazione della Food and Drug Administration ma sono anche altre le localizzazioni indicative per la terapia onde d’urto. In particolare la tendinopatia dell’achilleo, del rotuleo, la trocanterite, la tendinopatia della zampa d’oca.
L’indicazione elettiva è quindi rappresentata da sofferenze tendinee croniche resistenti ad altre terapie; l’effetto sulle infiammazioni acute appare meno clamoroso, ma sono molti gli autori che propongono le onde d’urto anche in questi casi.
Un discorso particolare riveste il trattamento dell’atleta. Infatti lo sportivo tende a considerare il dolore come unico elemento limitante, ma la terapia onde d’urto porta solitamente ad una riduzione della sintomatologia dolorosa decisamente prima del suo effetto biologico sui tessuti, inoltre l’effetto fisico della terapia stessa necessita di almeno una settimana per essere assorbito; quindi è importante informare l’atleta e l’allenatore dei tempi da rispettare per la ripresa dell’attività poiché una ripresa incauta potrebbe portare ad effetti negativi anziché ad un miglioramento della sofferenza tendinea.

Successivamente la terapia con onde d’urto è stata utilizzata con successo anche nel trattamento dei processi calcifici muscolari e tendinei. In questi casi si registra spesso un netto miglioramento clinico nella mobilità del segmento cui non corrisponde analoga modificazione del quadro radiografico che si modifica solo molto più tardi.

Buoni risultati sono stati ottenuti anche nella stimolazione della vascolarizzazione in particolari patologie dell’osso quali la necrosi della testa del femore e della testa dell’omero o nelle sindromi algodistrofiche.

Per la terapia onde d’urto vi aspettiamo al centro di fisioterapia Studio Delos di via piave Napoli, tra i quartieri soccavo vomero  fuorigrotta, chiama lo 0810494259 la visita è gratuita.

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